Per un mondo senza carceri

PER UN MONDO SENZA CARCERI

Il Brasile è il terzo paese al mondo per numero di carcerati dopo Cina e Stati Uniti. I numeri ufficiali parlano di circa 900.000 carcerati, ma probabilmente sono molti di più.

La realtà delle carceri in Brasile è drammatica. È un sistema fortemente punitivo, in cui alle torture fisiche si aggiungono condizioni di trattamento degradanti e disumane: mancano servizi basilari come l’assistenza medica, il rispetto delle norme igieniche, un’alimentazione sana, per non parlare del sovraffollamento. Molti dei carcerati sono giovani, neri, persone ai margini della società con famiglie destrutturate, molti dei quali avrebbero soltanto bisogno di politiche sociali adeguate. Il traffico di droga è tra le principali cause che portano alla carcerazione. L’aumento delle donne deriva dall’essere spesso usate come mule per trasportare droga o dal fatto di sostituire il marito nel narcotraffico. Il carcere, per di più in condizioni disumane, aumenta la violenza invece di rieducare.

In questo scenario di violazione della dignità del detenuto/a, mancanza di rispetto per le norme costituzionali del paese e delle dichiarazioni internazionali dei Diritti Umani, di cui il Brasile è firmatario, una delle voci di questa minoranza è la Pastorale Carceraria che opera con la popolazione carcerata: è la voce che assicura il minimo supporto garantito dalla legge, l’accesso alla giustizia e ad un processo legale e equo. Uomini e donne, sia laici, sia religiosi, visitano periodicamente i penitenziari nei ventisette stati del Brasile: nel tempo si sono conquistati credibilità e godono la fiducia dei detenuti e delle loro famiglie.

È attraverso questa rete che si è arrivati ad organizzare le famiglie in associazioni, coinvolgendole e rendendole protagoniste del progetto “Un Mondo senza carcere”, che ha come obiettivo una trasformazione sociale che si ispira alla Giustizia restaurativa e alla Scuola del Perdono e Riconciliazione del Progetto EsPeRe.

Il progetto si propone di formare operatori della pastorale carceraria per realizzare circoli con i familiari dei carcerati al fine di sostenere una cultura della giustizia, della pace e del dialogo, al fine di superare i conflitti e costruire fraternità e amicizia sociale.

Il progetto è già stato avviato, ma si tratta di un impegno importante, trattandosi di un territorio molto esteso.

Nel 2021, 2022 e 2023 Impegnarsi Serve ha sostenuto il progetto con un contributo di 5.000 euro per ciascun anno e intende continuare anche nel corso del 2024. Referente in loco è p. Gianfranco Graziola, membro del coordinamento nazionale della Pastorale Carceraria del Brasile.

PROGETTO APERTO

Impegnarsi Serve

info@impegnarsiserve.org

Impegnarsi Serve Onlus è un'organizzazione di volontariato e insieme ai suoi volontari opera in Italia e in numerosi paesi del mondo

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