Ci sono luoghi che, anche dopo molti anni, continuano a far parte della storia della nostra associazione. La Costa d’Avorio è uno di questi. Fino al 2010, infatti, Impegnarsi Serve ODV ha collaborato con i missionari della Consolata sostenendo diversi progetti sul territorio. Oggi, con gioia, torniamo ad accompagnare una nuova iniziativa che nasce proprio da quella stessa missione, guardando al futuro con speranza.
IL CONTESTO
Da oltre trent’anni i missionari della Consolata sono presenti in Costa d’Avorio, dove accompagnano le comunità non solo nell’annuncio del Vangelo, ma anche attraverso numerosi progetti educativi, sociali e di promozione umana. Una presenza che, anno dopo anno, è cresciuta insieme alle persone, dando vita a nuove comunità cristiane, favorendo la nascita di vocazioni locali e sostenendo iniziative capaci di rispondere ai bisogni concreti della popolazione. Oggi la missione rappresenta una realtà viva e profondamente radicata nel Paese, frutto di un lungo cammino condiviso.
Il progetto si sviluppa nel villaggio di Sahuyé, a circa 80 chilometri da Abidjan, dove un gruppo di giovani donne ha deciso di mettersi in gioco per costruire un’opportunità non solo per sé, ma per tutta la comunità.
IL PROGETTO
L’idea è quella di realizzare un piccolo ristorante in stile europeo, gestito da una cooperativa femminile. Un’attività che permetterà alle partecipanti di sostenere le proprie famiglie, garantire un futuro ai propri figli e offrire un esempio concreto alle ragazze del villaggio, dimostrando che è possibile creare opportunità anche in un contesto dove il lavoro, soprattutto per le donne, è spesso difficile da trovare.
Ma il sogno va ancora oltre. Nelle intenzioni delle promotrici, il ristorante potrà un giorno diventare anche una scuola di cucina e ristorazione, dove altre giovani donne potranno imparare un mestiere e costruire il proprio percorso di autonomia.
Il progetto sarà realizzato in più fasi. Il primo passo è la costruzione degli spazi necessari: la cucina, la terrazza per gli ospiti, i servizi igienici e la recinzione dell’area. Le promotrici hanno già raccolto una parte importante delle risorse necessarie, dimostrando il loro impegno concreto e la volontà di investire personalmente in questa iniziativa.
Ciò che ci ha colpito di questo progetto è proprio il suo spirito: non si tratta semplicemente di costruire un edificio, ma di creare un’opportunità di lavoro, formazione e crescita per un’intera comunità. Non è un progetto pensato per le donne, ma nasce dalle donne. Sono loro ad aver immaginato questa iniziativa, a mettere a disposizione quanto già sono riuscite a risparmiare e a chiedere un aiuto per completare un sogno costruito con coraggio e determinazione.
COSTO
Per completare la prima fase servono 5.600 euro
REFERENTE LOCALE
p. Stefano Camerlengo, missionario della Consolata