LA STRADA 2006
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TERRACINA
“Andate per le strade in tutto il mondo …”
E’ ancora vivo in me il ricordo dell’esperienza vissuta i primi dieci giorni di luglio a Terracina, cittadina che ha accolto e ha visto animare le spiagge e le strade da una banda di circa trenta giovani scatenati.Credo che, come esiste il mal d’Africa, esista anche il “mal di Strada”, che cattura i cuori di tutti coloro che hanno partecipato e si sono lasciati coinvolgere da La Strada … Siamo stati accolti nella parrocchia di San Domenico Savio, dal parroco, don Massimo Castagna, sempre attento e pronto a dare uno spazio ai giovani, e da una intera comunità, che ci ha colpiti per lo spirito di apertura e ospitalità.
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Il tema su cui si è svolta l’animazione di strada, e soprattutto lo spettacolo, è stato quello della campagna di Salute Africa; il grido di allarme che abbiamo voluto lanciare è quello del dramma dell’HIV/AIDS, che colpisce soprattutto l’Africa.In proposito è stata allestita nella stessa parrocchia una mostra sul tema di Salute Africa.Abbiamo scoperto e fatto scoprire che anche nella realtà vicina a casa nostra, nella realtà di Terracina, esiste il dramma nascosto dell’HIV.In proposito, alcune testimonianze della dott.ssa Marina Barcella e di testimoni locali ci hanno particolarmente toccato.Grazie agli animatori Sara e Riccardo abbiamo in pochi giorni preparato con entusiasmo lo spettacolo, basato sul film Yesterday, la storia di una famiglia africana alle prese con la malattia dell’HIV che colpisce i genitori … ma l’HIV non è solo una malattia fisica, a volte diventa una “malattia del cuore”, uno stigma sociale …
Nonostante la diversa provenienza (dal Nord al Sud) e le diverse età dei partecipanti (dai 12 ai 65 anni), ci ha accomunato l’entusiasmo e la voglia di rispondere a nuove sfide, di proporre iniziative per riflettere e per entrare in azione.Con questa forza che ci spingeva, andare per le spiagge, creare scompiglio, catturare l’attenzione della gente con delle piccole scenette, è stato il modo per aprire uno spazio di riflessione, una provocazione che ha raccolto i suoi frutti, perché la gente ha risposto in modo positivo e vivace.Attraverso la musica, lo spettacolo, le testimonianze pomeridiane in alcuni stabilimenti, la sfilata di auto d’epoca che è stata realizzata grazie alla partecipazione dell’ass.
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La Manovella, abbiamo portato le persone a riflettere sul dramma dell’HIV/AIDS, non per “rovinare” loro la vacanza, ma perché non si può chiudere gli occhi davanti a una realtà così vicina.Nonostante noi partecipanti abbiamo vissuto insieme solo per dieci giorni, abbiamo, fin da subito, legato e fatto amicizia in modo spontaneo e sereno. Non potrò dimenticare, accanto ai momenti di formazione, di lavoro, di prova dello spettacolo sotto al sole cocente, nel cortile dell’oratorio (mentre i parrocchiani che passavano ci guardavano incuriositi), anche i momenti di fraternità, di festa, le serate passate sulla spiaggia, i bagni al mare, le partite dei mondiali, la simpatia delle cuoche, la semplicità di don Massimo, i sorrisi della gente, ma anche qualche lagrima …
Qualcuno di noi parteciperà anche a La Strada di Bevera, perché questo entusiasmo che ci ha contagiati non può finire … per tutti gli altri, per coloro che ci hanno accompagnati e hanno partecipato, per i compagni di questo meraviglioso cammino, grazie, grazie, grazie!
Perché ci vuole fuoco per essere apostoli, e … la strada è ancora lunga!
BEVERA
La nave con i ragazzi provenienti da tutto il mondo e da tutta Italia è approdata, dopo Terracina, a Bevera, nella verde Brianza. 40 ragazzi con esperienze, capacità, qualità differenti si sono sfidati nel “rompere il silenzio” e nell’animare piazze e città. Fondamentale e bellissima è stata l’AMICIZIA che ci ha legati fin dalla prima sera: sembravamo un gruppo di grandi amici che si conoscevano da anni... questo ha contribuito a rendere il nostro lavoro più facile, semplice, efficace!
Bastava uno sguardo per capire che cosa ci passava per la testa ed ecco che l’animazione nelle strade prendeva vita e si riuscivano a salvare in extremis situazioni quasi compromesse.
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E che dire dello spettacolo, “Yesterday”? Questo bellissimo spettacolo che abbiamo composto in soli due giorni; narra la storia di una giovane mamma, Yesterday, che scopre di essere stata contagiata di AIDS dal marito e lotta contro la malattia perché vuole vedere realizzato il suo sogno: accompagnare la figlia Beauty al suo primo giorno di scuola. Nonostante la malattia, l’allontanamento dal suo villaggio, riesce ad accompagnare la figlia a scuola, poi, si lascia morire.
Speriamo con questa piccola storia di essere riusciti a trasmettere un piccolo messaggio su un tema che non può e non deve lasciarci indifferenti: il tema dell’AIDS e di tutto quel silenzio collegato ad esso, creato quasi apposta per convincere la gente che questo problema è lontano da noi e che è tutto una frottola.
Ed è per questo che noi, sì, ognuno di noi deve andare avanti a lavorare: rompere il silenzio.
Nelle strade, durante le animazioni, spesso capitava di sentire gli insulti della gente... e allora?? Dovremmo fermarci? NO!! Continueremo a gridare ancora più forte perché crediamo in quello che stiamo facendo e chi ci zittisce lo fa solo per non pensare ai problemi che lo circondano e spaventano. Noi vogliamo urlare che il silenzio è il terreno migliore per la diffusione del virus e dell’emarginazione...
Vorremmo, anche solo per un giorno, sperare in un mondo diverso; lo sappiamo, è un’utopia, un sogno, ma anche solo per una sera la trista piazza di una città è tornata a sorridere... e città dopo città, se lo vogliamo anche l’intero mondo potrà tornare a sorridere...
Grazie a tutti dal profondo del cuore...
Clara & Matteo
ADO Bevera