Salute Africa: Progetto Scuola e Mostra

La mostra "AIDS rompiamo il silenzio se..." nell'ambito del Progetto Scuola 

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L’epidemia di AIDS, con le sue connotazioni del tutto particolari rispetto ad altre infezioni sotto l’aspetto scientifico e sociale, se da un lato rimane una malattia curabile ma non guaribile e senza un vaccino valido, ci ha permesso tuttavia di sensibilizzarci su molti aspetti economici, etici e comportamentali , e ci ha spinto ad approfondire temi fondamentali che prima non sembravano interrogare le nostra coscienze. Il numero dei morti, dei contagiati, degli orfani e le terribili conseguenze di cui ancora ci sfuggono le reali dimensioni presenti e future, ci presentano uno scenario in cui il divario tra paesi ricchi e paesi poveri cresce in  progressione continua.
In questo contesto è fondamentale un intervento educativo nelle scuole dove i giovani sono chiamati, con l’aiuto naturalmente della famiglia, a formare la loro personalità , ed occorre insegnare loro che non bisogna tacere. Il dramma dell’AIDS può dunque diventare l’emblema intorno a cui costruire un processo educativo globale che va dalla trasmissione di corrette informazioni scientifiche alla formazione di una coscienza di solidarietà.
Il percorso educativo del progetto scuola del Comitato Salute Africa effettuato nel corso dell’anno scolastico 2006-2007 in 20 scuole di Torino e provincia, si è posto gli obiettivi di far conoscere il problema AIDS ai docenti ed agli studenti, di formare una cultura preparata ad affrontare il fenomeno in tutte le sue manifestazioni, di sostenere coloro che operano nel settore AIDS in Africa e nel mondo, e di educare alla vita aiutando i giovani a capire che i progetti di solidarietà con i più deboli costituiscono la risposta migliore per tutti.
In tale contesto è stata inserita la visita alla Mostra “ AIDS : rompiamo il silenzio se…” esposta dal 9 al 23 febbraio 2007 nello spazio espositivo degli Antichi Chiostri a Torino, che ha visto la presenza di 50 classi di terza media e scuole superiori accompagnate dai rispettivi insegnanti.
La Mostra, concepita secondo criteri didattici e con linguaggio molto semplice, è composta da 96 pannelli divisi in 6 sezioni e si propone di far conoscere il dramma AIDS attraverso testimonianze, manifesti, dati statistici, fino a percepire il “peso del silenzio” anche nell’Occidente e in Italia, ed a cercare di realizzare insieme proposte di vita.
 Durante la visita i giovani hanno potuto conoscere la malattia dal punto di vista scientifico, e si è insistito soprattutto sugli aspetti che spesso sono sottovalutati e misconosciuti anche dagli adulti      ( fattore confermato dalle osservazioni e domande dei normali visitatori!), insistendo sulla impossibilità di guarigione, sulla contagiosità sempre, e sulla mancanza di un vaccino.
La sezione con i dati nel mondo ha permesso di rendersi conto dell’enorme differenza di mortalità e infezioni tra Nord e Sud  commentate da notizie sulle diverse condizioni di vita di cui spesso gran parte di noi non si rende conto, ed anche da osservazioni di ordine religioso e sociale.
Il numero degli orfani in continua drammatica crescita ha condotto a parlare di bambini soldato, prostituzione infantile, traffici di organi, bambini vittime di violenze di ogni genere.
Nella sezione sull’AIDS in Italia si è insistito soprattutto sulla minor informazione e quindi consapevolezza della malattia rispetto agli anni ’80, fattore che,unito all’aumento progressivo delle persone viventi malate, porta gli esperti ad ammonire che si è abbassata la guardia e c’è il reale pericolo di una ripresa del numero di infezioni, correlato anche al benessere nocivo di molte regioni. La visita alla mostra è stata sempre completata da una sosta nella saletta-incontri dove i ragazzi assistevano ad un filmato originale girato da ragazzi di Nairobi commentato da testimoni, suore africane o giovani con esperienze di soggiorni in Africa.
L’infopoint all’uscita illustrava una proposta concreta di aiuto (un Euro per il pasto giornaliero di una famiglia) e forniva sussidi per approfondimenti per gli insegnanti e piccoli oggetti significativi.
I commenti sono stati altamente positivi sia per i contenuti sia per l’accoglienza e l’organizzazione che ha permesso, come più volte ci è stato detto, di uscire con qualche conveniente risposta in più
alla ricerca del bene comune.
Prof. Silvia Perotti
           

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Testimonianze

“I fiumi battano le mani; acclamino tutti gli alberi della foresta”

- Salmo 98 e 96

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