“Noi missionari e missionarie della Consolata, alla stregua del nostro fondatore, il Beato Giuseppe Allamano, siamo chiamati a guardare il mondo con l’occhio consolatore e compassionevole di Dio.Questo risveglia in noi il sogno dell’Allamano: essere disposti a lasciare tutto, sull’esempio del Figlio di Dio, per incarnarci fra gli uomini e le donne del mondo, avere a cuore tutti, farsi prossimo dei poveri e degli impoveriti, per essere tra loro presenza di consolazione.Vi chiediamo di entrare in campo accanto a noi per farci carico tutti assieme di una giustizia globale che dia risposte concrete a questa immane tragedia. In particolare l’Europa Occidentale deve guardare all’Africa sub-Sahariana se vuole raggiungere la pace tra i suoi confini e cercare il bene comune per il prossimo futuro”.
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Premessa
“Salute Africa – nella giustizia la lotta all’AIDS” (www.saluteafrica.org) è un Comitato senza scopo di lucro, costituito da realtà operanti da anni nel Continente Africa e in Italia (Missionari e Missionarie della Consolata, Ospedale Koelliker, Associazione Impegnarsi Serve Onlus, Associazione Amici Missioni Consolata) con lo scopo di perseguire programmi finalizzati alla lotta contro l'AIDS in Africa.
Il Comitato continua a coltivare la speranza e persevera nel credere che, con decisioni concrete, si possa superare l'ingiustizia internazionale stabilendo relazioni più eque tra quanti vivono sul pianeta.
Dal 2004, data di costituzione del comitato, ad oggi, “Salute Africa” ha operato sostenendo progetti mirati in loco e promuovendo iniziative di sensibilizzazione, tra cui convegni e mostre in varie città italiane, per fare conoscere ai cittadini la tragica realtà che questa malattia porta con sé, soprattutto negli undici stati sub-sahariani in cui i missionari della Consolata operano da decenni.
A fine 2006 e inizio 2007 il progetto “AIDS: rompiamo il silenzio se…” ha visto l’esposizione di una mostra a Milano in Piazza Duomo e a Torino presso gli Antichi Chiostri, avente come obiettivo il coinvolgimento dei visitatori in un percorso di informazione e presa di coscienza. Parallelamente alla mostra è stato realizzato un calendario di eventi con incontri, spettacoli musicali, animazione di strada, film e documentari. E’ stato anche promosso un progetto educativo per i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.
Appello
L'inizio del nuovo millennio ci rende sempre più consapevoli delle responsabilità nei confronti dell’impoverimento di una grande parte dell’umanità e della necessità che il sistema politico ed economico globale debba agire con determinazione di fronte alla sempre più grave emergenza umanitaria.
In particolare, l’AIDS si sta rivelando per l’Africa sub-Sahariana una catastrofe demografica, sociale ed economica e, assieme a tubercolosi e malaria, è la principale causa di morte di milioni di persone:
– su un totale di 40 milioni di persone che vivono con l’HIV/AIDS nel mondo, 25 milioni vivono nell’ Africa sub-Sahariana (dati UNAIDS)
– su 3 milioni di morti ogni anno, oltre 2 milioni si trovano nell’Africa sub-Sahariana
Ritenendo che si debba urgentemente intervenire per colmare i ritardi ed attuare scelte politiche e strategie sanitarie che promuovano un’azione efficace per la tutela dei diritti umani delle popolazioni colpite da questa “pandemia”, facciamo appello ai politici italiani affinché si facciano carico delle seguenti proposte operative da affrontare nelle sedi parlamentari e con il governo o da sviluppare direttamente.
1. MANTENERE GLI IMPEGNI ASSUNTI
E’ doveroso che l’Italia rispetti gli impegni assunti nel corso del vertice degli otto paesi più industrializzati avvenuto nel 2001 a Genova, e confermati ad Evian nel 2003 e ad Essen nel 2007, circa il sostegno finanziario del nostro paese al Fondo Globale per la lotta all'AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria.
2. INTERVENIRE LOCALMENTE CON PROGETTI MIRATI
E’ opportuno che gli interventi del nostro paese nei confronti dei paesi più poveri si realizzino nella forma di sostegno a favore di progetti locali, che nascono su iniziativa delle comunità locali e che vengono con queste programmati e attuati. Progetti mirati e, appunto per questo, capaci di essere fortemente efficaci. L’esperienza in nostro possesso porta a dire che gli interventi più efficaci non sono le iniziative a livello nazionale, a tutto campo, bensì le iniziative locali mirate su particolari e ben precisati obiettivi. Iniziative che partono da progetti circostanziati e ben definiti, in stretta collaborazione con i beneficiari, e appunto per questo tali da incidere in modo netto sulla realtà. Non solo, ma questo è anche l’unico modo che permette di valutare l’efficacia del progetto. Tale modalità di intervento consentirà di incidere sulle situazioni di crisi demografica, culturale, economica e sociale dell’Africa sub-Sahariana.
I missionari e quanti operano nel continente africano, nei loro incontri, considerano sempre più l’AIDS non solo come una sfida, ma anche come un’opportunità di parlare apertamente delle relazioni e della sessualità e di scegliere la vita e non la rassegnazione o la morte. Le domande fondamentali che si pongono, sono: come aiutare gli ammalati sieropositivi ad essere felici, ad assaporare la vita nonostante la loro malattia? Come dare loro speranza? Come educare per prevenire? Come vincere la battaglia non da soli ma con Dio? Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo scegliendo la vita e non la morte.
Torino, 18 febbraio 2007
