Emergenza AIDS!

Quanto ne sentiamo parlare? Forse troppo poco e solo quando le tragedie che colpiscono in particolare il continente africano diventano talmente grandi da non potere più fare finta di niente. Ma cosa succede veramente in questo continente particolarmente afflitto dalla tragedia AIDS? Milioni di persone, soprattutto donne e bambini, muoiono ogni anno nel silenzio e nell’anonimato o sopravvivono come orfani e vedove senza speranze. Un dramma che chiede a tutti di entrare in gioco, in particolare ai giovani.


Quanto ne sentiamo parlare? Forse troppo poco e solo quando le tragedie che colpiscono in particolare il continente africano diventano talmente grandi da non potere più fare finta di niente. Ma cosa succede veramente in questo continente particolarmente afflitto dalla tragedia AIDS? Milioni di persone, soprattutto donne e bambini, muoiono ogni anno nel silenzio e nell’anonimato o sopravvivono come orfani e vedove senza speranze. Un dramma che chiede a tutti di entrare in gioco, in particolare ai giovani.

Per favorire questa sensibilizzazione e partecipazione il comitato Salute Africa, in associazione con la Diocesi di Milano (Pastorale missionaria, giovanile e universitaria, Azione Cattolica), con la Caritas Ambrosiana e con Radio Circuito Marconi hanno promosso a Milano una serie di eventi, culminati nella giornata del 25 novembre 2006.

Al mattino, è stata inaugurata in Piazza Duomo una mostra costituita in parte da documenti ufficiali e fotografie e in parte interattiva, che è stata fino al 8 dicembre 2006 uno strumento di sensibilizzazione e di divulgazione per conoscere la drammatica realtà dell’AIDS, in particolare nei Paesi dell’Africa sub-sahariana in cui da decenni operano i Missionari e le Missionarie della Consolata.

La sen. Emanuela Baio nell’intervento inaugurale ha ricordato che è importante rompere il silenzio perché non siamo immuni dai problemi africani, che toccano i nostri cuori, ma soprattutto le nostri menti, invitandoci a conoscere e poi intervenire, come per esempio nella ricerca di terapie che siano accessibili anche ai Paesi poveri, che sono i più colpiti dall’AIDS.

Questo tema è stato ripreso dall’On. Letizia De Torre, sottosegretario alla pubblica istruzione, che dopo il taglio del nastro ha espresso la necessità che l’Europa prenda un impegno serio verso l’Africa

All’inaugurazione sono state presenti alcune importanti autorità, che durante la Conferenza stampa, presieduta da Fabio Pizzul di Radio Circuito Marconi, hanno sottolineato aspetti diversi della problematica AIDS.

Per citarne solo i più importanti, Mons. Erminio De Scalzi, intervenuto a nome dell’Arcivescovo di Milano, ha sottolineato come la prevenzione deve passare innanzitutto attraverso l’educazione non solo quella sanitaria, ma l’educazione alla vita, ai valori, al rispetto della dignità della persona, all’educazione sessuale e alla vera capacità di amare, e come la Chiesa cura e ha cura di questi malati con missionari consacrati e laici presenti in varie parti del mondo.

Anche il Prof. Mauro Moroni, Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche dell’Ospedale “Sacco”, ha puntato sulla prevenzione, perché anche nei Paesi ricchi, ove le terapie sono disponibili, i problemi non sono sicuramente risolti: rimane comunque una mortalità del 8-10%: muoiono le persone che non si curano o si curano male o non possono curarsi per incompatibilità con i farmaci o, purtroppo, persone che scoprono troppo tardi lo stato di sieropositività. Altri contributi li hanno offerti il Vice superiore generale dei missionari della Consolata, P. Stefano Camerlengo ed il Primario delle malattie infettive dell’ospedale  Sacco di Milano, Dott. Giuliano Rizzardini.

Infine il Direttore della Caritas ambrosiana Don Roberto Davanzo ha ricordato che per essere credibili le parole non bastano. Occorrono i fatti: da anni l’Area AIDS di Caritas Ambrosiana opera su diverse direttrici: sensibilizzare le comunità nei confronti delle persone affette da HIV/AIDS e delle loro famiglie; offrire percorsi educativi mirati alla prevenzione dell'infezione; tenere viva nella Chiesa e nella società la sollecitudine nel promuovere le forme di accompagnamento e di assistenza più adatte, promuovendo la crescita di un volontariato qualificato

Nel pomeriggio del 25 novembre i giovani provenienti da varie regioni d’Italia hanno animato alcune vie e alcune piazze di Milano, cercando di coinvolgere il pubblico spesso frettoloso e disattento della nostra metropoli. Questa animazione ha avuto il suo culmine nell’evento serale all’Auditorium Don Bosco, ove gruppi teatrali si sono alternati a gruppi musicali. Artisti famosi come gli “Alti e bassi” e il comico Perone si sono alternati a gruppi amatoriali come i giovani di Bellusco o gli artisti di strada che hanno partecipato quest’estate alle esperienze di Bevera e di Terracina. Bravi anche i gruppi musicali, la Corale Polifonica Città Studi e il Coro Lev Effatha di San Donaci (Puglia).

La mostra ha avuto un pubblico attento e vigile, continuo anche se non numeroso. Le scolaresche sono state poche ma molto coinvolte e desiderose di continuare il cammino intrapreso.

Nelle giornate di apertura della mostra si sono alternati una ventina di volontari, soprattutto giovani in servizio civile presso la Caritas, parrocchiani di S. Ildefonso e simpatizzanti dell’Istituto Consolata, che si sono uniti ai missionari  nella testimonianza, nel coinvolgimento e nella sensibilizzazione del pubblico.

 

Paolo e Marina Franceschi

 

Milano 11 Dicembre 2006

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Testimonianze

“I fiumi battano le mani; acclamino tutti gli alberi della foresta”

- Salmo 98 e 96

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